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#BadenInforma: Campeggio libero, perché pagare?

Questa sarà la salvezza di ogni pattuglia logistica, sia in caso di pernotto sia in caso di route. Route ovviamente powa. Iniziamo solamente dicendo tutto quello che volete sentirvi dire:
Il campeggio libero è sempre e comunque possibile quando la permanenza nello stesso posto è limitata alle ore notturne.
Sempre. Possibile. Mettetevelo in testa, se montate la tenda dopo il tramonto e la smontate prima dell’alba, potete campeggiare everywhere.
Grazie ai potenti mezzi di oggi, come le nonnette sui balconi ed i novizi spia, siamo riusciti a stilare una lista perfetta delle regolamentazioni regionali, dalla prima all’ultima.
Partendo ovviamente dai coatti.
  • Lazio: ovviamente, essendo i più coatti, siamo anche i più fregnoni e disorganizzati. A quanto ci risulta, non perviene nessun regolamento specifico per la regione della Città Eterna, tranne per il fatto che si può richiedere un’autorizzazione al Comune per una durata massima di 15 giorni (essendo noi scout un’associazione senza fine di lucro).
  • Abruzzo: si può campeggiare solo nei Comuni che hanno individuato e attrezzato apposite aree di sosta, al di fuori delle quali non deve essere consentita alcuna forma di sosta campeggistica. In Abruzzo, nelle aree attrezzate le piazzole non devono superare le 25 unità e non vi si può sostare per più di 5 giorni. Inoltre, si può richiedere un’autorizzazione al Comune per una durata massima di 30 giorni per campeggiare nelle aree autorizzate.
  • Marche (e Piemonte): si può campeggiare non oltre le 48 ore nella stessa località e dove non siano già presenti aree di campeggio autorizzato. Ricordatevi d’inviare una comunicazione al Sindaco del Comune interessato 24 ore prima della sosta, specificando il periodo, il numero di partecipanti, la zona, il tipo di allestimento (ad esempio, tende) e la zona dove s’intende bivaccare. Si può chiedere l’autorizzazione per 60 giorni.
  • Umbria: all’interno delle aree protette la gestione del campeggio libero è disciplinata direttamente dagli Enti parco: bisogna pertanto rivolgersi a loro per l’autorizzazione alla sosta temporanea e non ai Comuni.
  • Sicilia: campeggio libero per massimo 24 ore (di fila, nello stesso posto).
  • Emilia Romagna: a seguito della recente legge Regionale n. 16 del 2014, articolo 41, è vietato il campeggio libero al di fuori delle aree attrezzate, salvo quando il Comune lo autorizzi per una durata massima di 15 giorni ad associazioni senza fine di lucro (ma non ditegli degli autofinanziamenti..).
  • Campania: Previa autorizzazione, campeggio possibile per 30 giorni.
  • Calabria: La Legge Regionale n. 28 del 1986 all’Art. 15 prevede esclusivamente la regolamentazione di campeggi mobili organizzati da associazioni senza scopo di lucro. Nulla di specifico viene detto sul campeggio libero. In considerazione del fatto che per i campeggi mobili è prevista specifica richiesta al Sindaco del Comune in cui si intende temporaneamente soggiornare, si può applicare estensivamente questa regola anche per il campeggio libero.
  • Basilicata: In questa regione è previsto il campeggio libero temporaneo purchè si faccia richiesta scritta al Comune in cui si intende soggiornare specificando il periodo, il numero di partecipanti, la zona, il tipo di allestimento (tende ecc.) e la cartografia relativa alla zona in cui si intende bivaccare.
  • Puglia: il Comune può consentire ai singoli turisti in transito il campeggio libero e isolato su apposite aree demaniali con i requisiti igienico-sanitari necessari anche per 20 giorni di fila.
  • Valle d’Aosta: il campeggio libero è consentito solo al di sopra dei 2.500 metri di altitudine, dal tramonto all’alba. Inoltre, secondo l’Art. 19 della Legge Regionale n. 8 del 2002 è specificato che il bivacco in tenda è sempre vietato vicino ai rifugi e in tutta l’area protetta del Parco nazionale Gran Paradiso.
  • Trentino: è vietato sostare con tende, camper o roulotte, vicino ad agriturismi, alberghi e strutture ricettive che ospitano i turisti. Il campeggio libero è ammesso solo in due casi: il bivacco che non supera le 24 ore (solo in zone dove non esistono espliciti divieti da parte delle competenti autorità), o nel caso di insediamenti destinati ad ospitalità occasionale e gratuita concessa dal proprietario o dal possessore dell’area posta in stretta vicinanza alla sua casa.
  • Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sardegna non possono nascere equivoci: la Legge Regionale n. 40 del 1984 all’art. 12 prevede il divieto assoluto di campeggio al di fuori delle aree attrezzate appositamente previste.
  • Lombardia, Toscana e Liguria, non hanno statuito nulla sul campeggio libero, né nel senso di autorizzare né in senso opposto. Purtroppo la mancanza di certezze lascia spazio a eccessiva discrezionalità, soprattutto nella gestione di logiche sempre più complesse.
Il Molise, ovviamente non esiste.

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