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“Occhi al cielo”

Il fuoco borbotta, inizia a fare freddo e la gente, da sola o in compagnia, inizia ad abbandonare il cuore pulsante della serata.
Ti sdrai, ormai solo, poggiando la testa sul maglione che qualcuno gentilmente ha scordato lì.

Occhi al cielo.

Il tuo corpo diventa la vera metafora di Mercurio, metà ardente e metà congelato.

Occhi al cielo.

Spremi le meningi, tentando di ricordare anni e anni di veglie alle stelle, quando in realtà ricordi solamente i carri, la cintura d’Orione e se ti dice culo Cassiopea.

Occhi al cielo.

Sono quei momenti in cui scordi tutto e ricordi tutto nello stesso istante. Amori perduti e cotte future. Amici scomparsi e compagni di tutti i giorni. Drammi, risate, rimpianti e ancora risate.

Occhi al cielo.

Un sasso nella schiena ti ricorda che sei ancora fatto di lividi e cicatrici, ma tornare alla vita reale fa troppo male.
Come fai a tornare indietro, dopo che riesci a slacciarti dallo scorrere del tempo anche solo per un minuto?

Occhi al cielo.

Rumori di sassi che urlano a modo loro, scricchiolando sotto il peso di qualcuno che egoisticamente ti vuole ancora con sè.
Qualcuno che diventa cuscino.

Occhi al fuoco.

Come fai a tornare indietro?
Basta aspettare la corda giusta.

#PrimaOPoiGiuroCheSmetto
#BadenRacconta

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