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Capitolo 1: Di Verso Diverso?

Intro: Abbiamo provato una cosa nuova, un po’ diversa dal solito. Perché sapete, che gusto c’è a pubblicare immagini una volta al giorno (la maggior parte delle quali sui bisogni fisici al campo) se poi le immagini stesse non producono nessuna discussione costruttiva? In fin dei conti, siamo (e saremo, per nostra sfortuna) Scout, e ad ogni azione deve corrispondere un oscuro secondo fine che non si avvera mai. Ecco quindi il primo social-capitolo di Baden Powa, una settimana intera di riflessioni su un tema particolare, trasformata (con largo ritardo) in un articolo brutto che nel nostro immaginario malato possa diventare una base per un deserto (brutto).

E l’importante é averne comunque rispetto.

Pensare in modo Diverso

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel possedere altri occhi, vedere l’universo attraverso gli occhi di un altro, di centinaia d’altri: di osservare il centinaio di universi che ciascuno di loro osserva, che ciascuno di loro è.

(Marcel Proust)


Sentirsi in modo Diverso

Un giovane gambero pensò: “Perchè nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”.

Cominciò ad esercitarsi di nascosto, tra i sassi del ruscello natio, e i primi giorni l’impresa gli costava moltissima fatica. Urtava dappertutto, si ammaccava la corazza e si schiacciava una zampa con l’altra. Ma un po’ alla volta le cose andarono meglio, perchè tutto si può imparare, se si vuole.

Quando fu ben sicuro di sé, si presentò alla sua famiglia e disse:
“State a vedere”.
E fece una magnifica corsetta in avanti.

“Figlio mio”, scoppiò a piangere la madre, “ti ha dato di volta il cervello? Torna in te, cammina come tuo padre e tua madre ti hanno insegnato, cammina come i tuoi fratelli che ti vogliono tanto bene”.

I suoi fratelli però non facevano che sghignazzare.
Il padre lo stette a guardare severamente per un pezzo, poi disse: “Basta così. Se vuoi restare con noi, cammina come gli altri gamberi. Se vuoi fare di testa tua, il ruscello è grande: vattene e non tornare più indietro”.

Il bravo gamberetto voleva bene ai suoi, ma era troppo sicuro di essere nel giusto per avere dei dubbi: abbracciò la madre, salutò il padre e i fratelli e si avviò per il mondo.

Il suo passaggio destò subito la sorpresa di un crocchio di rane che da brave comari si erano radunate a far quattro chiacchiere intorno a una foglia di ninfea.

“Il mondo va a rovescio”, disse una rana,, “guardate quel gambero e datemi torto, se potete”.
“Non c’è più rispetto”, disse un’altra rana.
“Ohibò, ohibò”, disse una terza.

Ma il gamberetto proseguì diritto, è proprio il caso di dirlo, per la sua strada. A un certo punto si sentì chiamare da un vecchio gamberone dall’espressione malinconica che se ne stava tutto solo accanto a un sasso.

“Buon giorno”, disse il giovane gambero.
Il vecchio lo osservò a lungo, poi disse: “Cosa credi di fare? Anch’io, quando ero giovane, pensavo di insegnare ai gamberi a camminare in avanti. Ed ecco che cosa ci ho guadagnato: vivo tutto solo, e la gente si mozzerebbe la lingua piuttosto che rivolgermi la parola. Fin che sei in tempo, dà retta a me: rassegnati a fare come gli altri e un giorno mi ringrazierai del consiglio”.

Il giovane gambero non sapeva cosa rispondere e stette zitto. Ma dentro di sé pensava: “Ho ragione io”.

E salutato gentilmente il vecchio riprese fieramente il suo cammino.
Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perchè egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno.

Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: “Buon viaggio!”.

(Gianni Rodari, Il Giovane Gambero)

Non essere considerato Diverso

Le città non sono adatte ai disabili, gli uffici pubblici non so adatti ai disabili, i mezzi pubblici non so adatti ai disabili, i cinema non so adatti ai disabili, i parchi non sono adatti ai disabili.
I campi scout, le sopraelevate, le route di clan e le tende si.. com’è?!
(Baden Powa, 2019)

Straniero o Diverso?

Se tutti siamo tutto, chi cazzo é lo straniero?
Forse colui che conosce con precisione la sua discendenza e cel’ha stampata bene in faccia?
Cercheremo di spiegarvi il fenomeno con una semplice analogia alla cucina ITALIANA.
La parmigiana, sapete tutti come si fa, prendi le tue belle melanzane tagliate a rondelle, le friggi e le metti a strati in una pirofila alternandole con un bel sughetto di sedano, carota e cipolla, parmigiano ‘q.b.’, mozzarella ‘q.b.’ e basilico ‘q.b.’ (e con q.b. intendo come se piovesse) poi buttate tutto in forno e voilat, ecco una magnifica parmigiana italiana.

Se avete voglia de na parmigiana, aprite il frigo e vi accorgete che non c’avete le melanzane e al posto ci mettete le zucchine, non le friggete neanche perché volete rimane leggeri e quindi le fate al forno poi non Ve piace la mozzarella e quindi c’è mettete l’Asiago, il parmigiano l’avete finito, il sugo o fate con l’origano perché é più originale e… Basta me sto a senti male. Il concetto è che quest’ultimo siamo noi ITALIANI, siamo un mix de roba messa la a far finta di essere la ricetta originale perché pensiamo di essercela inventata noi ma non é così.

Alla fine, siamo tutti frutto di diverse tradizioni e culture. In sostanza, siamo sempre stranieri di qualcun altro.
(Baden Powa, 2019)

Uguali nel Diverso

Continuando sulla scia del nostro primo CapitoloPowa, non poteva mancare la parte sulla “diversità sessuale”, ovvero la parte più controversa, a parer nostro.

Prendere come esempio la natura è sempre rischioso, ma a volte significativo.
Il numero di discussioni affrontate all’interno di Comunità Capi sul “Si, No, Forse, Magari senza dirlo” sull’argomento omosessualità è prossimo alla massa del buco nero fotografato la settimana scorsa, e a nostro avviso, completamente ridicolo.

Ognuno, e dico ognuno, dovrebbe essere libero di poter essere ed esprimere sè stesso, etero, omo, trans, bisex, asex, della Roma, della Lazio, fan di GoT o nerd di LoTR. Nessuno escluso.
E le CoCa dovrebbero essere le prime ad accettare a braccia aperte questa diversità, perché è la più grande fonte di spinta creativa ed evolutiva che ogni gruppo possa avere.

Siamo Cattolici? Atei? Pastafariani? Perché dovrebbe interessarci il limitare la libertà del prossimo di essere ciò che più si sente?

E se la vostra più grande linea di difesa è quella che essere in qualche modo diversi possa influenzare in modo negativo le generazioni che ci sforziamo di aiutare con il nostro servizio, allora non solo state facendo un torto alla persona che avete davanti, ma anche all’intelligenza dei ragazzi e ragazze che dovrebbero essere liberi di poter sviluppare un pensiero critico riguardo al mondo che li circonda.

Ciaone.
(Baden Powa, 2019)

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